CIRCUITO CLAPS - Circuito CLAPS

Circuito CLAPS

C.L.A.P.Spettacolodalvivo è il Circuito Multidisciplinare Regionale per la Lombardia, riconosciuto e sostenuto dal Ministero della Cultura. Ha il compito di programmare  spettacoli, organizzare festival, rassegne e stagioni di teatro, danza, circo contemporaneo e musica in modo capillare in tutta la Lombardia. Si occupa anche di attività di formazione del pubblico.

La programmazione apre il suo sguardo sia a nomi consolidati e apprezzati a livello nazionale e internazionale, sia alla giovane creatività emergente, selezionata attraverso un monitoraggio costante dello spettacolo dal vivo italiano e internazionale. Si elaborano proposte multidisciplinari e gli appuntamenti includono la commistione di molteplici linguaggi artistici, rispondendo alle richieste del territorio e lanciando nuove sfide. 

Il Circuito CLAPS è presente in luoghi differenti, non sempre convenzionali per lo spettacolo dal vivo, anche in aree periferiche. E’ molto attivo a livello nazionale e fa parte di numerose reti italiane; è riconosciuto da Regione Lombardia come soggetto di rilevanza culturale regionale.
Da sempre aperto anche alla dimensione internazionale, il Circuito CLAPS ha attivato collaborazioni con festival e network europei e di tutto il mondo, creando importanti occasioni di circuitazione di artisti italiani all’estero e ospitalità straniere. 

Dal 2018 è Centro di Residenza artistica per la Lombardia con il progetto IntercettAzioni, del quale è capofila.

ARTISTI IN RESIDENZA 2026

The final match point

di e con Andrea Brunetto, Max Pederzoli e Alessio Pollutri
sguardo esterno Mario Gumina
costumi Elettra Del Mistro
scenografie Luca Mercatelli
produzione Madame Rebiné

Immaginate una partita di tennis bloccata in una situazione di parità: un’alternanza costante di match point e pareggi, senza mai arrivare a una conclusione. Immaginate che questa situazione si prolunghi per sei anni, e che, giorno dopo giorno, i due avversari si ritrovino in una città diversa per cercare di porre fine allo scontro. Immaginate infine che tutto questo diventi un programma televisivo. 

Sephirot®: The Hypatia Equation

di e con Carla Andolina
Residenza Trampolino, in collaborazione con la Civica Paolo Grassi

Sephirot®: The Hypatia Equation è una performance interattiva in cui il pubblico diventa co-autore della storia di Ipazia di Alessandria. Guidati da una performer, gli spettatori partecipano a un gioco di ruolo performativo che fonde teatro, danza e narrazione ramificata.

Ogni scelta collettiva incide sulla drammaturgia e conduce la protagonista verso destini differenti. Non si osserva una storia: la si attraversa, la si mette alla prova, la si racconta insieme.

Perché il gioco?
La storia di Ipazia non è quella di un destino passivo, ma di consapevoli scelte continue. Ogni archetipo da lei incarnato genera una tensione specifica e implica una diversa forma di rinuncia. Scegliere significa accettare la perdita di tutte le alternative possibili.

Il desiderio di far provare ai partecipanti orgoglio, senso di responsabilità, frustrazione e gioia ha indicato fin dall’inizio una direzione precisa: il gioco come medium necessario. Solo attraverso un’esperienza giocabile è possibile sentire il peso delle proprie decisioni, attraversarne le conseguenze e trasformare la narrazione in un atto condiviso. Per questo il progetto poteva esistere solo come storia giocabile.

 

The Last1 (titolo provvisorio)

Di e con Le Pagliacce:
Martina Soragna, Serena Vergari, Giorgia Dell’Uomo, Lucia Fusina,
Valentina Musolino, Emanuela Belmonte
Produzione Pagliacce Network
Co-produzione Compagnia Madame Rebiné
Con il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia

The Last1 nasce dal desiderio di affrontare con ironia e poesia il tema della sostenibilità ambientale, concentrandosi sulla crisi delle risorse idriche.

Cosa succede quando la risorsa primaria che tiene in vita un essere umano viene a mancare? Come reagiamo di fronte all’urgenza, alla scarsità, alla necessità di cambiare?

Attraverso il linguaggio universale del clown, The Last1 porta in scena l’assurdità e il paradosso della nostra relazione con le risorse vitali, invitando il pubblico a riflettere sulla loro gestione, condivisione e spreco. Le artiste del Pagliacce Network hanno costruito questo percorso intrecciando ricerca artistica, sostenibilità e riflessione sociale.

RECORDS – per la prima volta nella Storia

RECORDS – per la prima volta nella Storia si interroga sul corpo come manifestazione della Psiche, individuale e collettiva, che nel Tempo ha accompagnato le grandi rivoluzioni, le grandi scoperte, le grandi Prime Volte e i corpi che ad esse hanno portato. Nella Storia, uno stesso connotato è stato visto come bello, orribile, attraente, perdente … il nostro sguardo cambia, e con esso le parole che usiamo per descrivere, catalogare, decodificare il mondo davanti a noi.
In scena vedremo due corpi attraversare i processi di preparazione, attuazione e celebrazione di un evento mai visto prima, e che forse mai si ripeterà. Due corpi in lotta, in combutta, in osmosi. Due corpi che forse, ne fanno uno solo. Questo susseguirsi di eventi verrà incorniciato dalla sopracitata volontà di riesumare il legame tra corpo e tempo: così come i corpi lasciano segni nella Storia, per quanto flebili, anche il tempo ne lascia sul corpo, tracciando sulla pelle un archivio personale di storie e avvenimenti. È in questo legame che il terreno di investigazione di RECORDS si fa fertile: cosa siamo noi senza questa eterna tensione verso l’infinito? E se la morte, tanto fuggita e temuta, fosse in realtà la realizzazione dei nostri sogni di eternità? In questo scambio tra fisicità, pensiero e tempo, i corpi si vedranno morire e rinascere in un costante rifiorire, in nome di grandi cambiamenti, grandi amori, e grandi speranze.
Quante storie ne fanno una sola?


ARTISTI IN RESIDENZA 2025

Androgena

regia Pepa Caces
con Ramon Creus, Oriol Vázquez, Ferran Orobitg
produzione Compagnie Fadunito

L’idea alla base di questo spettacolo è affrontare il tema della mascolinità parlando direttamente ai giovani. Un’opera dal taglio femminista, creata da tre uomini bianchi eterosessuali che si mettono a nudo, condividendo le proprie esperienze, paure, bisogni e fragilità.

Come in tutte le produzioni di Ferran Orobitg, l’autofiction è il cuore della drammaturgia: partendo da vissuti personali, si costruisce una narrazione artistica che trasforma la dimensione autobiografica in un racconto universale, capace di risuonare con ogni spettatore.

Anche in questo nuovo spettacolo di strada, il linguaggio sarà quello che contraddistingue Ferran Orobitg: movimento, manipolazione di oggetti ed espressione drammatica senza parole. Tuttavia, la produzione si arricchirà grazie alla collaborazione con giovani attori e creatori della compagnia T-artede Calle, rappresentata da Oriol Vàzques e Ramon Creus, e grazie al contributo di un nuovo sguardo registico esterno, quello dell’esperta di teatro-danza Pepa Cases.

Gli scatti della residenza

L'Orfeo, è l'ora di cambiare musica

regia Silvia Laniado
consulenza registica Adrian Schwartzstein
con Donatella Zaccagnino, Danilo Alvino, Nicola Bertazzoni, Caterina Di Piramo, Silvia Laniado, Luca Costanzo, Martino Scaglia

Il Circo Madera si ispira al mito di Orfeo ed Euridice, esplorando il tema della trasformazione come fulcro del processo creativo, sia dal punto di vista narrativo che nella ricerca fisica e musicale.

Alla base di questa ispirazione vi sono due opere fondamentali, che tracciano con chiarezza le linee della ricerca artistica: L’Orfeo di Claudio Monteverdi, capolavoro dell’opera lirica del Seicento, e L’altra Euridice di Italo Calvino, che offre una rilettura originale e suggestiva del mito.

Gli scatti della residenza

AiAiAi Pinocchio!

regia Cinzia Pietribiasi e Davide Tagliavini
coreografia Davide Tagliavini
con Davide Tagliavini

Vincitore BANDO BUGS 2024

La storia di Pinocchio è nota: creato dalle mani di Mastro Geppetto, la marionetta di legno, grazie all’aiuto della Fata dai capelli turchini, attraversa mille avventure che lo porteranno a diventare un bambino in carne ed ossa. Avventuroso e onirico, euforico e vitale, enigmatico e ricco di rivelazioni metaforiche: questo è il percorso che compie Pinocchio, personaggio insieme umano, animale, vegetale e ultraterreno. Partendo della celebre storia di Collodi, la ricerca di Gruppo Ibrido vuole spostare l’azione in un’epoca contemporanea, caratterizzata dalla presenza di sofisticate tecnologie e della tanto discussa AI: l’intelligenza artificiale. Geppetto diventa quindi un uomo moderno che, alle prese con le potenzialità dell’AI generativa, cerca di creare un figlio non più fatto di legno ma di pixel, dati e algoritmi. Il burattino Pinocchio, dotato di intelligenza artificiale e in grado di apprendere e crescere nel tempo, inizia a mettere in discussione l’autorità del suo creatore e a sviluppare le proprie idee, ritrovandosi a vivere incontri e avventure in ambienti e luoghi in continua trasformazione.
Questa ricerca parte dal tentativo di esplorare le possibilità creative che il rapporto tra fiaba e intelligenza artificiale presentano, attraverso la storia di formazione di un Pinocchio virtuale e del suo percorso di affermazione come essere umano. Al suo interno si intersecano più linguaggi: quello del teatro, della danza, del suono, del cinema, dell’animazione digitale, del making e della robotica.

Gli scatti della residenza

Chi getta semi al vento farà fiorire il cielo

Ideazione YoY Performing Arts
Coreografia Emma Zani e Roberto Doveri
Musiche Timoteo Carbone
Costumi Hache Official
In collaborazione Anghiari Dance Hub

“Scriviamo un futuro semplice per un passato imperfetto” scrive Ivan Tresoldi: poeta, artista e street artist italiano, noto per le sue opere di “poesia di strada”, che uniscono arte visiva e parole, e incontrarlo per parlare con lui di come ci si immagina il futuro, è stato come rivivere il sogno di una grande utopia.
“Chi getta semi al vento farà fiorire il cielo” è la seconda narrazione del progetto più ampio “Futuri Possibili”, progetto che nasce dall’idea di esplorare le molteplici possibilità interpretative del futuro e dell’utopia, intesi come spazi in cui speranze, ideali, incertezze e paure si intrecciano e affiorano nella vita degli uomini, per diventare tracce di pensieri dimenticati. L’utopia, rappresentazione fantastica, è qualcosa di fragile e prezioso, ma anche di fondamentale importanza per la nostra immaginazione e il nostro sguardo verso ciò che verrà e, citando Ivan, “sognare funziona”.
Il sogno rappresenta una visione, una speranza o un ideale che spesso però rischia di rimanere confinato nella sfera privata. Tuttavia, nel momento in cui lo condividiamo con gli altri, esso acquista una dimensione diversa: si trasforma in un atto di connessione, che sfida il mondo a prendere parte a quella visione. Quando il sogno è condiviso, diventa uno spazio di incontro e collaborazione, dove le persone si uniscono attorno a un’idea che, pur sembrando irraggiungibile, motiva a cercare soluzioni alternative. La condivisione del sogno amplifica il suo potere, trasformandolo in una forza creatrice che può ispirare il cambiamento e dare vita a nuove possibilità.
In altre parole, l’utopia nasce quando un sogno individuale diventa collettivo, perché è attraverso la condivisione che si apre la porta a un futuro diverso, forse non perfetto, ma sicuramente migliore.
Con “Chi getta semi al vento farà fiorire il cielo” YoY vuole ribadire il fascino di un approccio multidisciplinare al lavoro, che permetta di ragionare in modo “plurale”.
Come abbiamo più volte avuto modo di sottolineare, la convinzione è che la ricerca di un dialogo profondo tra discipline artistiche possa portare a risultati imprevedibili e di grande fascino e YoY vuole partecipare ad un movimento contemporaneo di approfondimento delle potenzialità di questa nuova “dialettica” artistica, nella convinzione che lo scambio di idee e pareri tra artisti di diverse discipline possa portare a nuove connessioni e a nuovi orizzonti creativi che potrebbero essere altrimenti inaccessibili seguendo uno schema più tradizionale.
Nel corso del tempo abbiamo esplorato in diverse modalità come la ricerca artistica e intellettuale possa incidere sulla vita delle persone e attraverso la collaborazione con Ivan Tresoldi vogliamo sviluppare una narrazione che spezzi i confini elitari del mondo artistico e che sia fruibile ad un pubblico più ampio.
La danza, come la poesia, è un movimento che può esprimere tanto dissenso quanto armonia o, meglio ancora, il dissenso tramite l’armonia. Con la stessa intensità espressiva, è un racconto che rievoca la capacità di emozionarsi ed emozionare, una dimensione essenziale della vita.

Gli scatti della residenza

The Dance Of Enkidu On The Collapsing Mountain

coreografia/performer Bassam Abou Diab
musica Ali Hout
produzione Beirut Physical Lab

La residenza si inserisce all’interno della rete «Solidarity in Motion», composta da 15 realtà attive nel settore dello spettacolo dal vivo e unite con l’obiettivo di promuovere un programma di sostegno rivolto ad artiste e artisti provenienti da paesi colpiti da emergenze sociali e conflitti.

E se Gilgamesh fosse un ballerino? In questa rivisitazione del mito, il leader del circolo Dabke, un poeta Zajal e un musicista si uniscono per decostruire l’eroismo. La loro performance mette in discussione il fatto che le leggende nascano o vengano forgiate, rivelando come l’inevitabile morte di Enkidu si intrecci con la gloria fugace, il potere e la vulnerabilità.

 

Gli scatti della residenza

foto di Mauro Zani

Dove cresce ciò che salva

un progetto di Francesca Foscarini

Il progetto indaga la relazione con la natura e le sue diverse manifestazioni. Da una prima fase avvenuta esclusivamente all’esterno (presso Lamia Santolina, casa giardino e residenza d’arte di Cosimo Terlizzi e Damie Modolo), la ricerca incontra ora lo spazio interno. L’intento è quello di mettere in dialogo le tracce raccolte nei due anni di esplorazione, fatte di suoni, immagini, partiture di movimento, brevi scritti, tessendo un racconto immersivo e di riconnessione con un altrove che la natura ci ricorda essere sempre presente dentro e fuori di noi. Ed è lì, in quell’altrove, inaspettato e sconosciuto, in quella alterità che sempre ci sfugge, il luogo da cui ripartire.

The Sandpit

concept e regia Simone Lorenzo Benini
coreografia e interpreti Simone Lorenzo Benini, Miriam Budzáková
supporto alla produzione AiEP

Progetto selezionato per ResiDance 2025 di Anticorpi XL

Ho un ricordo di una sabbionaia in cui giocavo da bambino: un luogo peculiare, dove gli oggetti apparivano e scomparivano, emergevano e sprofondavano nella sabbia. Prendevano forma e poi si disfacevano. Ricordo di aver scavato e ritrovato cose perse giorni prima. Come nella sabbia, il nostro passato si trova sotto la superficie, e vive dentro il nostro corpo. Come possiamo farlo emergere? In che modo nel nostro corpo, archivio della nostra vita, il passato riaffiora e vive nel nostro presente? La sabbionaia diventa una metafora del corpo, contenitore di infinite possibilità per esplorare l’ambiguità delle nostre memorie, che spesso non chiare, si mischiano con l’immaginazione, le paure e i desideri.
Simone Lorenzo Benini

La ricerca esplora memorie corporee legate all’infanzia, rivivendole nel corpo e reinterpretandole attraverso la consapevolezza adulta. La sabbia viene utilizzata come strumento sensoriale, come “medium” e materiale ricco di informazioni e possibilità per riconnettersi a sensazioni e ricordi di questo luogo dell’infanzia (sabbionaia). Parte della ricerca è sviluppare uno stato di ascolto profondo e di allerta, in cui gli impulsi possano emergere liberamente, mettendo in contatto il subconscio e permettendo il riaffiorare di energie, emozioni, immagini e immaginazione, tutte in relazione con l’espressione del corpo.
Questo percorso prende forma attraverso una danza espressiva, ricca di stati performativi, in cui il corpo fluisce come un fiume, manifestando fantasie, memorie, libido, associazioni e sentimenti, in corporeità trasgressive.

Luci rotte

un progetto di Barbara Giordano

Un abete rosso conclude la sua carriera di Albero di Natale nella casa in cui abita da diciassette anni. La sua ultima Vigilia è l’occasione per tirare le fila dei ricordi e delle testimonianze che ha custodito nel tempo. La famiglia con cui vive e che ogni Natale si riunisce in quella casa, si è trasformata negli anni e soffoca un terribile segreto che tutti conoscono ma di cui nessuno parla.

Brilliant Imperfection (or The Pity Party)

un progetto di Vero Cendoya

La regista e coreografa Vero Cendoya e il drammaturgo Isra Solà ci conducono in un viaggio tra figure come Carlo II “Il Bello”, monarca con disabilità; Eva Nasarre, segnata da una malattia degenerativa; l’irriverente pornografia ispiratrice di Stella Young; e la poesia della Principessa Inca, autrice con diagnosi di schizofrenia. Una fusione di teatro di parola, danza contemporanea e teatro documentario.

Il progetto, ancora in sviluppo, si ispira anche a Elogio della debolezza di Alexandre Jollien e a opere cinematografiche come The Ride Ahead di Dan e Samuel Habib, o Crip Camp di Nicole Newnham e James LeBrecht.

Cendoya e Solà, già insieme in lavori come Bogumer (o fills de Lunacharski) e Parlem-ne — vincitore del Premio Teatre Barcelona 2023 — mirano con questo nuovo spettacolo a realizzare la sintesi più matura della loro collaborazione.

In scena, performer multimediali, corpi non normativi e persone con disabilità danno vita a un’opera che rilegge in chiave punk il saggio Brilliant Imperfection.

Alibi

un progetto di Aurelio Di Virgilio
con Elena Sgarbossa


Il lavoro inedito, concepito come un solo coreografico, si ispira alla raccolta poetica ALIBI di Elsa Morante, con l’intento di dare corpo a un luogo performativo che rispecchi il desiderio dell’autrice: “possa trasudare di stile libero, musica interna, riposo, movimento interiore, in cui non c’è conflitto tra ciò che è reale e ciò che è immaginato. Anche se l’urto, la frizione, la tragedia sono inevitabili”.

Se per Elsa Morante ALIBI rappresenta un dribbling dalla vita per calpestare nuovi terreni con freschezza e la libertà di un’avventrice, per Di Virgilio ALIBI è il luogo dell’assenza, dove il ricordo rimane più forte. La memoria affettiva diventa un alibi per affrontare temi come l’animalesco, il magico e il fiabesco, l’inatteso, lasciando emergere una poetica della trasformazione.

Questo spazio coreografico non è solo un rifugio poetico, ma anche un terreno di tensione: l’immaginario di ALIBI, che va oltre il significato criminologico del termine, si configura come una riflessione sul tracciare ciò che non esiste più e sul sagomare corpi nello slancio di riunificare il passato e il futuro.

La pratica coreografica e performativa al centro di questo processo consisterà nel trasmettere alla performer Elena Sgarbossa pratiche fisiche e sezioni accantonate durante il processo creativo di POEMS, creando un ponte ideale con il valore attribuito all’antologia ALIBI, ovvero poesie dimenticate o scartate dall’autrice stessa. Questo approccio vuole rientrare all’interno di un’ecologia delle pratiche all’interno del processo di creazione. La serra diventa lo spazio simbolico per la crescita di un immaginario che riflette sull’effimero, sul permanente e sui momenti di passaggio.

Àgape

Coreografia e concetto Luna Cenere
Performers e collaboratori Davide Tagliavini, Ilaria Quaglia
Musica dal vivo e performance Renato Grieco
Produzione Zebra | Cultural Zoo
Con il sostegno di Orbita | Spellbound Centro Nazionale di Produzione della Danza, IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia / Circuito CLAPS
Con il supporto di Agorà de la Danse (Montreal), CINARS, NID Platform, Körper, Teatro Pubblico Campano, TAN Teatri Associati di Napoli

Àgape è una riflessione sul tempo, sull’ascolto e sull’invisibile che muove il mondo. Luna Cenere guida Ilaria Quaglia e Davide Tagliavini in un’esplorazione coreografica in dialogo con la musica dal vivo di Renato Grieco. Coreografia e suono si intrecciano in un’esperienza sensoriale che rivela la danza di tutte le cose.

The White Lord

Concept ed ideazione artistica Matteo Galbusera
Scritto da Matteo Galbusera
Con Matteo Galbusera e Lorenzo Baronchelli
Musiche Matteo Galbusera e Sebastiano De Gennaro
Costumi Anna Kampf e Annalisa Limonta
Consulenza Mentalistica Francesco Busani
Produzione a cura di Cia Matteo Galbusera

The White Lord è un guru carismatico, maniaco del controllo e irresistibilmente comico.
Con parole solenni e deliri mistici, ti guiderà in un rituale collettivo dove nulla è come sembra.
Un’esperienza immersiva e fuori dagli schemi, tra risate e follia spirituale.

Uomini in via d'estinzione

Ideazione Merli-Serena
con Laura Serena e attrici/attori in via di definizione
drammaturgia Angela Dematté
regia Francesca Merli
musica e sound design Federica Furlani

Tre donne, una storia.
Tre personaggi femminili, tre donne che stanno vivendo una crisi identitaria, più o meno consapevole, esplorano il caos in cui sono per cercare di uscirne. La prima vuole indagare tutto ciò che non ha mai provato sessualmente sperando di ricavare qualcosa per conoscere meglio se stessa. La seconda preferisce il dialogo come percorso di crescita interiore, un dialogo con una donna trans che la nutre di giorno in giorno nel confronto con le altre due protagoniste. La terza vive un rapporto di coppia, non si accorge della crisi in cui è finché qualcosa la spinge alla trasgressione e si accorge di non aver mai esplorato davvero il suo desiderio.

Dal dialogo tra le tre nascono questioni da porre all’altro sesso, domande a cui ognuna cerca di rispondere ogni volta che incontra un uomo. Quando si ritrovano e riportano alle altre le nuove scoperte, cercano di immedesimarsi negli uomini che hanno conosciuto, di assumere il loro punto di vista per poi commentarlo con le amiche.
In tutto questo, si inserisce la figlia di una di loro che casualmente ha sentito o forse visto qualcosa che non doveva sentire/vedere. Come si fa a quel punto a capire cosa dire a chi non ha ancora gli strumenti per conoscere gli argomenti esposti? Questa ragazza che un giorno sarà donna sarà più consapevole delle adulte in crisi?

 

Fuga

di Gaetano Palermo, Michele Petrosino
con Michele Petrosino
sound design Filippo Lilli
produzione Klm

Fuga è una performance basata sulla corsa, che diventa metafora di una paradossale condizione esistenziale: quella di chi si muove pur restando fermo, in fuga da sé e dalle proprie contingenze, in cerca di un benessere sempre a venire. Una sessione di allenamento su tapis roulant è l’occasione per una deriva immaginale, su sonorità provenienti dalla musica barocca e dal mondo dell’intrattenimento, capace di riscrivere il senso stesso della pratica sportiva. Con questo progetto il duo artistico Palermo/Petrosino continua la propria ricerca sulla natura dell’atto performativo a partire dal quotidiano, dando vita a una coreografia minima del gesto concreto, al confine tra realtà e finzione

E se?

di e con Silvia Borello e Valentina Lisi
musiche originali dal vivo di Costantino Orlando

E se? è un viaggio tra ombre e luci, dove anche gli errori possono fiorire. È il primo lavoro nato dall’incontro tra Valentina Lisi e Silvia Borello e dallo scontro creativo tra il Teatro delle Ombre e il Clown. Le due artiste danno vita a una performance pensata per bambinə dai 3 anni in su: uno spettacolo delicato e giocoso che invita ad entrare in un mondo magico fatto di ombre, imprevisti ed errori. Perché non tutto si può controllare, ma molto si può accogliere. Un piccolo moto di meraviglia che fa sorridere e scompigliare il cuore.

Niente Panico!

di e con Giuliano Garufi

Niente Panico! è un progetto solista di clown, giocoleria e di manipolazione di un armadio selezionato. Un giocoliere dalla creatività impulsiva, così folle da risultare geniale, si trova a fare i conti con un armadio che non vuole essere solo un mobile. Tra oggetti ribelli, sfide improbabili e momenti surreali, prende vita un racconto comico e poetico, dove l’imprevisto diventa alleato e ogni difficoltà una possibilità. Uno spettacolo che unisce tecnica, umorismo e immaginazione, in un continuo duello tra uomo e oggetto, realtà e fantasia.

ARTISTI IN RESIDENZA 2018-2024

2022
  1. #STRINGS Assolo per uomo e corde – L’abile Teatro
  2. SONOSOLO – Michele Cafaggi
  3. MY LONELY LOVELY TALE – Nicola Cisternino/Twain
  4. FIORI ASSENTI – Emma Zani/Yoy Performing Arts
  5.  A CASA ALLO ZOO – Teatro dei Filodrammatici
  6. DECISIONE CONSAPEVOLE – Roberto Tedesco
  7. LA SPARANOIA – ATTO UNICO SENZA FERITI GRAVI, PURTROPPO – Fettarappa Sandri Guerrieri
  8. STEK – INTREPIDUS
  9. LA BURLA – MADAME REBINE’
  10. LA FIN DU MONDE – DISPENSA BARZOTTI
  11. MARABATA – BROMOS
  12. NEW BALLAD – EMANUELE GIORGETTI
  13. IL SILENZIO HA UNA VOCE BELLISSIMA – CECILIA VENTRIGLIA E DAVIDE CALVARESI
  14. STRADE POETICHE – RUSTY BRASS BAND

2023

  1. NEW BALLAD – EMANUELE GIORGETTI
  2. IT’S HARD TO BE HUMAN – Sara Sguotti

  3. ERROR #440 – Chilowatt
  4. LA STORIA DI Q – Alessandro Carboni (progetto vincitore del bando CollaborAction kids del Network Anticorpi XL)
  5. SPORT – Chiasma
  6. PSICOMIC – Circo Madera
  7. ICE_CREAM – Giselda Ranieri
  8. CAN CAN – Fabritia D’Intino
  9. NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE – KNK Teatro
  10. AI CONFINI DEL CLOWN MUSICALE – Compagnia Nando e Maila
  11. AMAL – La Baldufa (Con il contributo dell’Institut Ramon Llull)

2024

  1. TI RICORDI IL FUTURO? – YOY Performing Arts
  2. KONTAKTE – Manuela Victoria Colacicco
  3. STORIE DEGLI ULTIMI GIORNI – Livia Bartolucci
  4. DE/FRAMMENTAZIONE di Dramma Assoluto – ServomutoTeatro
  5. MEDUSA / Fabritia D’Intino
  6. IL CORRIDOIO – Teatro del Buratto
  7. MY EVER CHANGING STRING – Ilenia Romano
  8. OLTRE OGNI LIMITE – Teatro dei Borgia
  9. ATTEONE – Michele Ifigenia Colturi
  10. METAMORFOSI – Circo Madera
  11. INSOMNIA – Teatro nelle Foglie
  12. ANDROGENA – Ferran Orobitg
  13. KEBO – Vero Cendoya  (Con il contributo dell’Institut Ramon Llull)

2018

  1. TRACKS – Collettivo Rooms
  2. TUTTI FRUTTI – Compagnie LPM
  3. MARIA – Anna Dego
  4. VANITAS – Fattoria Vittadini
  5. AS I REMEMBER – Bassam Abou Diab
  6. HARLEKING – Ginevra Panzetti e Enrico Ticconi 
  7. SONOSARO‘ – Compagnia La Lucina 
  8. DO THE ANIMALS GO TO HEAVEN? – Produzione Sosta Palmizi
2019
  1. FARDE – MOI – Compagnie MF
  2. HIVE – OUR HYDROLOGICAL NEED OF COSMIC LINES – Compagnia Pietro Marullo
  3. GRAND PRIX – Giuseppe Vincent Giampino
  4. AMOR (EX FLORES DE COLOMBIA) – Compagnia Mosaico Errante / Axioma
  5. FUORILUOGO – Lidia Luciani
  6. OASI – Compagnia Malakoff 
  7. GRACES e MON JOUR! – Silvia Gribaudi / Zebra   

2020

  1. DOLCE SALATO – Compagnia Circo Carpa Diem
  2. INCOMICA – Compagnia Eccentrici Dadarò
  3. THE BARNARD LOOP (ex “EFFETTO BARNUM”) – Compagnia Dispensa Barzotti
  4. DOYOUWANNAJUDGEME? – Company Blu
  5. FABULA – Compagnia Moloy Momm
  6. MAICOL GATTO – Matteo Galbusera
  7. EN-CHOR – Compagnia Flavio D’Andrea 
  8. FUGA DALL’EGITTO – Miriam Selima Fieno – Nicola Di Chio
2021
  1. RIGHT – Carlo Massari / C&C
  2. PARTY TIME / BERGAMOTTO SHOW – Cia Bergamotto
  3. HILAR – Antonella D’Ascenzi
  4. CHAT – KEEP IN TOUCH – Nicolas Grimaldi Capitello / Cornelia 
  5. AMOR Salvo Lombardo / Chiasma con Fattoria Vittadini
  6. VENAS VELAS – Pietro Marullo
  7. IL NEGOZIO DI GIOCATTOLI / LA BURLA – Madame Rebiné
  8. REGISTRI DEL SONNO | PROVE DI ERESIA – Piccola Compagnia della Magnolia

GLI SPAZI

Dispone di spazi all’interno della propria sede e dello Spazio Danzarte, con una zona foresteria e quattro sale prova (Brescia) e di una sala teatrale a Canzo (CO).