STREET TALE

DETTAGLI
Un uomo, la sua giacca e un bicchiere.Due elementi che lo legano al mondo dei “grandi” se utilizzati in modo convenzionale, ma
DETTAGLI
Un uomo, la sua giacca e un bicchiere.
Due elementi che lo legano al mondo dei “grandi” se utilizzati in modo convenzionale, ma cosa accadrebbe se li adoperasse come strumento per
divertirsi?
In Street Tale il gioco diventa protagonista, insieme alla coinvolgente danza, raccontando un modo diverso dell’essere “uomo”.
Il racconto di un performer alle prese con tre oggetti tra i quali si districa alla
ricerca dell’equilibrio perfetto: il gioco.
L’essenziale è ciò che dimentichiamo. Siamo sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo e più stimolante. L’insoddisfazione dell’uomo adulto porta alla ricerca di sovrastrutture sociali sulle quali ci adagiamo; esse ci distraggono dal nostro essere più puro e selvaggio.
Il gioco è un’attività non direttamente produttiva, si tende talvolta a non considerarlo degno delle persone “serie”.
Una rivalutazione dell’importanza del gioco ha cominciato a prendere forma nel 1938, con la pubblicazione del saggio Homo ludens (“Uomo che gioca”) dello storico olandese Johan Huizinga.
In quella fondamentale opera veniva per la prima volta sostenuto che il gioco non è una delle tante occupazioni dell’uomo, ma è il motore di tutte le sue più importanti attività: arte, letteratura, teatro, diritto, scienza, religione e filosofia. Inoltre, si affermava che l’istinto del gioco è comune a tutti gli esseri umani, in qualunque parte del mondo vivano e qualsiasi grado di cultura possiedano.
I bambini giocano con tutto, anche con oggetti inesistenti frutto dell’immaginazione; il ritorno dell’infante è ciò di cui abbiamo bisogno, il gioco
è ciò di cui necessitiamo.
coreografia ed interprete
Marco Munno
produzione
Associazione Arabesque
ORARIO
(Lunedì) 19:30
DOVE
Spazio Ariella Vidach AiEP
c/o Fabbrica del Vapore, via Procaccini 4 – Milano
